Domani a Milano la rielezione del Presidente americano sarà uno dei temi al centro del Convegno ASIA: LE NUOVE SFIDE DOPO CONGRESSI ED ELEZIONI (9° CONVEGNO ANNUALE di OSSERVATORIO ASIA, Milano - Palazzo Turati, Via Meravigli, 9/b, Ore 14 – 18)

 

Milano, 7 novembre 2012 _ Romeo Orlandi (Osservatorio Asia) commenta la rielezione del presidente americano Barack Obama: La vittoria di Obama avrà probabilmente una funzione stabilizzatrice, sia nella crisi internazionale che nell'Oceano Pacifico. La ricerca di soluzioni proseguirà con pazienza e lungimiranza. Nei rapporti con la Cina si alterneranno pressioni e concessioni, come è stato registrato negli precedenti 4 anni.


Esistono infatti sia motivi di frizione (il cambio della valute, lo squilibrio commerciale, la presenza militare nel Pacifico, la politica delle alleanze) che di interesse (il ruolo della Cina nella crisi, i vantaggi delle multinazionali, la divisione internazionale del lavoro). Ciò che differenzia Obama da Romney è la priorità alla trattativa, anche se dura, rispetto alla contrapposizione annunciata dal candidato repubblicano. In assenza di situazioni estreme o imprevedibili, prevarrà il confronto, anche acceso, ma non lo scontro.

 

 

Nello scacchiere del Pacifico avrà luogo in forte conflitto di posizioni. Nella disputa per le isole contese, Washington ribadirà la necessità di una soluzione negoziata e internazionale, mentre Pechino continuerà a cercare di imporre la propria forza nelle trattative bilaterali con i singoli stati del sud-est asiatico. I tradizionali alleati degli Stati Uniti - Giappone, Corea del Sud, Taiwan - manterranno la loro amicizia con gli Stati Uniti, ma sempre di più saranno attratti - per prossimità geografica, storia comune e vantaggi economici - nell'orbita del gigante cinese.

 

 

L'Europa divisa e in crisi verosimilmente subirà questa situazione. La sua forza economica non si riflette in quella politica e guarderà da lontano l'evolversi del vero confronto internazionale che ora si svolge lontano dai suoi territori. Fanno eccezione stati potenti e organizzati che offrono tuttavia la loro singola potenza, ma non l'espressione di un continente coeso e con un visione unitaria. L'Italia e le sua aziende potranno cogliere le opportunità per le qualità che ancora detengono, ma i margini oggettivamente sono più stretti. Nella crisi, la potenza economica e politica sino-americana dispiega i suoi effetti con forza ancora maggiore>.

 

Domani a Milano la rielezione del Presidente americano sarà uno dei temi al centro del Convegno ‘ASIA: LE NUOVE SFIDE DOPO CONGRESSI ED ELEZIONI (Palazzo Turati, Via Meravigli, 9/b, Ore 14 – 18)’,9° Convegno Annuale di Osservatorio Asia, organizzato congiuntamente a Camera di Commercio di Milano-Promos.

Oltre alle elezioni presidenziali negli Usa, si dibatterà sul Congresso del Pcc in Cina, le elezioni presidenziali, legislative e amministrative in Europa. Tutti eventi, questi, destinati nei prossimi mesi, a disegnare i nuovi equilibri mondiali del secondo decennio del XXI secolo.

 

A discuterne, sono chiamati a intervenire nomi di primo piano dello scenario economico-politico e accademico italiano: Romano Prodi, Presidente Fondazione Collaborazione tra i Popoli (L’Europa. Migliore attore non protagonista?); ilGeneraleGiuseppe Cucchi, Direttore dell’Osservatorio Scenari Strategici e di Sicurezza di Nomisma (Cina e Stati Uniti. Competizione o cooperazione?); Francesco Montessoro, Professore di Storia dell’Asia Università degli Studi di Milano: (L’Asean. Un Oceano non più Pacifico?); Romeo Orlandi, Presidente del Comitato Scientifico Osservatorio Asia (Cina. Un abito nuovo per una cerimonia vecchia?), che è anche chairman del Convegno. Introducono i lavori Alberto Forchielli Presidente Osservatorio Asia, Federico Maria Bega, Dirigente Aree Strategiche Globali Promos/Camera di Commercio di Milano e Roberto Santaniello, Direttore delle Relazioni Internazionali del Gabinetto del Sindaco di Milano.